Informazioni turistiche e su dove dormire nel comune di Martano (Lecce)

Popolazione: 9658 ab
Superficie: 22 Kmq
Densità: 442 ab/kmq

Accessibilità:
Il comune di Martano dista circa 20 km. da Lecce e si raggiungere da Strada statale 16 Adriatica.

Indirizzo comune di Martano, Lecce: Piazza Matteotti
Tel.: 0836 – 575272

Il paese di Martano in provincia di Lecce risale all’epoca romana.

Storia di Martano

Una leggenda la vuole fondata dagli antenati di Minosse, mentre diversi reperti storici sembrerebbero dimostrare che fu fondata dal centurione romano Martius Pegaseus, anche se la sua reale esistenza è incerta.

Certo è, che dopo la caduta dell’ impero romano d’Occidente, passò sotto il dominio dei greci subendo un processo di grecizzazione durato oltre cinque secoli.

L’influenza greca e bizantina influenzò radicalmente gli usi, i costumi e la lingua locale (griko).

La cultura greca persiste ed è rintracciabile ancora oggi nelle tradizioni e nel folclore come in tutti i comuni dell’unione della Grecìa Salentina, di cui fa parte.

Si hanno notizie certe che durante la guerra di Otranto, Martano aveva un castello, le mura con sei torri di vedetta ed il fossato.

Dentro queste fortificazioni si serrarono i martanesi alla notizia dell’assalto turco alla città dei martiri.

Dopo la riconquista aragonese, del 1481, il castello venne potenziato. Venne ampliato su due lati, protetto da un fossato e raccordato alle mura cittadine, difese da cinque torri poste a presidio della Terra (questo era il del Borgo all’epoca).

Di questo fortilizio fatto realizzare da Ferdinando e Alfonso d’Aragona, per proteggere la città dalle invasioni dei Turchi, rimangono solo due torri e alcuni elementi in piazza d’armi.

Nel periodo feudale subì una totale trasformazione per essere convertito da edificio militare a palazzo baronale, dapprima nella seconda metà del ‘600, sotto i Trani e gradatamente sotto altre famiglie che le succedettero.

Attualmente il Palazzo Baronale, che è uno dei monumenti principali di Martano e ospita eventi culturali.

Martano, situato nel Salento centro-orientale, è il comune più popoloso della Grecìa Salentina: area ellenofona in cui si parla di un’antica lingua di origine greca, il griko.

Il paese sorge in una posizione strategica che, dall’antica via romana Traiana Calabra (Brindisi-Lecce-Otranto), incrocia l’asse viario Otranto-Martano-Galatina-Gallipoli.

Dal sec. V subì la dominazione bizantina e, dal Mille circa, fece parte della Contea di Lecce.

Nel 1190 venne dato in feudo dal re Tancredi a Giorgio Remanno ed in seguito venne annesso al Principato di Taranto.

Nel sec. XVII il paese, da un punto di vista linguistico, apparteneva all’area linguistica greca che, tutt’ora è presente nella zona mediana del Salento e della Grecia Salentina.

Le caratteristiche dell’ “Antica Terra” nome con cui si definiva il centro storico di Martano richiamano la chora bizantina, originariamente cinta da torri difensive e dal castello con un ampio fossato ripetutamente modificato, sì da apparire più che altro un palazzo marchesale.

Del Castello, realizzato intorno al XV secolo, da Ferdinando e Alfonso d’Aragona, per proteggere la città dalle invasioni dei Turchi, sono presenti attualmente le torri cilindriche e i muri scarpati, a testimonianza della concezione militaresca del castello, che però, col passare degli anni è divenuto residenza signorile.

Cosa visitare a Martano (Lecce)

Nel video di Martano potrete vedere anche le caratteristiche, i monumenti e gli edifici sacri più importanti di Martano sono:

  • la Chiesa Parrocchiale dedicata all’Assunta (patrona, festeggiata il 15 agosto)
  • la cappella del Carmine (XVIII sec.)
  • la cappella dell’Immacolata (XVII sec.)
  • Castello Aragonese
  • Palazzo Indricci
  • Palazzo Corciulo
  • Palazzo Gadaleta
  • Dimore storiche
  • Palazzo Pino-Moschettini
  • Palazzo Scarpa-Marati
  • Palazzo Moschettini
  • Palazzo Corina-Comi
  • Palazzo Andrichi-Moschettini
  • Palazzo Sergio-Stampacchia
  • Palazzo Grassi
  • Palazzo Chiriatti-Gaetani
  • Palazzo di Città/convento dei Domenicani
  • Palazzo Comi
  • Palazzo Turrisi-Marcucci
  • Palazzo Chiriatti-Verga
  • Palazzo Micali-Gabrieli
  • Palazzo Sergio-Stampacchia
  • Palazzo Coluccia

Monumenti da visitare

Oltre al palazzo Baronale (ex Castello Aragonese) e le Case a corte della Catumerea, a Martano si possono visitare i seguenti monumenti:

Chiesa matrice,
dedicata alla Madonna Assunta, fu ricostruita nel 1596 così come si evince dall’epigrafe posta sul portale.

Edificata da maestranze neretine con la pietra leccese delle locali cave, sostituisce l’antico edificio di rito greco.
Chiesa ed ex convento dei domenicani
è un complesso conventuale sotto il titolo del Rosario.

La chiesa fu edificata nel 1652 così come riportato sulla facciata.

Il convento, costruito qualche decennio prima della Chiesa attigua, dalla seconda metà del XIX secolo ospita gli uffici comunali e dell’allora locale Pretura mandamentale.

La Chiesa dell’Immacolata
conosciuta anche come la Chiesa della Congrega è una costruzione in stile barocco della seconda metà del XVII secolo.

L’interno, è riccamente decorato con stucchi e pitture a motivi floreali e un solo altare, quello maggiore, che ospita una tela della titolare.

Chiesa della Madonnella
dedicata alla Madonna Assunta, è una chiesa rurale costruita fuori dalle mura, nel 1727, si trova sul tracciato della Traina-calabre.

Monastero dei Monaci di Martano

Molto conosciuto è inoltre il monastero dei Monaci di Martano.

Il Monastero di S. Maria della Consolazione (1685) dei monaci cistercensi di Casamari, rinomato per i liquori e gli infusi di erbe.

Tra questi  è molto noto l’amaro di San Bernardo e la Goccia Imperiale preparata rispettando un’antica ricetta del ‘700.

Il monastero di Santa Maria della Consolazione,
è situato in contrada “Sinobbie”, un antico insediamento di monaci bizantini cenobiti) sulla via per Borgagne. fu fondato dagli alcantarini.

Costruito nel 1686 sul luogo dell’antica cappella della Madonna del Ligori. Abitato dai monaci cistercensi, che aprono ai visitatori le porte della Pinacoteca e del loro negozio di liquori e altri prodotti tipici autoprodotti.

Di particolare interesse tra i palazzi nobiliari sono Palazzo Moschettini, già Andrichi, da visitare per il balcone retto da mensoloni figurati e Palazzo Pino, di gusto rococò.

Apigliano

A circa tre km dal paese c’è Apigliano, un antico villaggio medievale del Salento abbandonato tra il XIV e il XVI secolo per circostanze ancora da precisare.

Attualmente del casale rimane solo la chiesetta sconsacrata intitolata a Santa Maria, ma conosciuta dagli abitanti del posto come Chiesa di San Lorenzo.

L’intera area del villaggio è interessata da scavi archeologici per conto dell’Università del Salento.

la specchia dei Mori

Sulla serra tra Caprarica e Martano sopravvive la “Specchia dei Mori” conosciuta anche come “Specchia del diavolo” (secla tu demonìu), che secondo la leggenda, nasconderebbe un tesoro formato da una chioccia e dodici pulcini d’oro, ma custodito dal demonio.

La Specchia dei Mori (dal latino speculare) pare fosse una torre di vedetta, e a confermare questa ipotesi c’è il fatto che è situata su di un altopiano.

Dall’alto della Specchia si può infatti guardar giù fino all’Adriatico e quando la visibilità è buona si possono vedere le navi che transitano in queste acque.

I menhir

Nel territorio martanese sono presenti ancora oggi dei monumenti che testimoniano un’antichissima presenza antropica precedente forse l’età del bronzo:

Menhir.

Il più importante è senza dubbio il Menhir di San Totaro o “de lu chiofilu” o più comunemente definito dalla popolazione “colonna”.

Questo Menhir pare sia il più alto monolite pugliese, misura infatti m.4,70 di altezza e cm. 48 x 33 di larghezza.

Recentemente a Martano è stato riportato alla luce un antico “trappeto” ipogeo, grazie ad un lavoro di ristrutturazione e di recupero artistico.

Dal 2017 è detta anche Città dell’aloe per la presenza sul territorio comunale di aziende di coltivazione e trasformazione di tale pianta.

Descrizione a cura di Antonio D’Ostuni, divulgatore di cultura popolare

L’edilizia rurale di Martano è caratterizzata da un particolare tipo di abitazione, autosufficiente e legata a un modello di vita comunitaria, le “Case a corte” che si contraddistinguono per la presenza spazio aperto, la corte appunto, intorno alla quale si dispongono più unità abitative (cellule).

L’origine della corte è legata alla famiglia patriarcale.

Una famiglia allargata in cui, accanto al nucleo originario, che risiede nella cellula primaria, si affiancano le famiglie dei figli che abitano in cellule costruite successivamente.

La corte diviene il cuore della casa, il centro dove tutti i componenti della famiglia si radunano per lavorare, per discutere, o più semplicemente per socializzare.

Praticamente una masseria al centro del paese.

L’origine di questo metodo di costruzione si pensa che venga dal periodo classico, dove nelle città greche dell’VII secolo a.C., troviamo una tipologia edilizia espressa dalla capanna con recinto antistante.

La corte riceveva poi l’appoggio delle famiglie nobili, che per dimostrare il proprio predominio nel paese eressero numerosi palazzi.

Così Martano ebbe una parte gentilizia tutt’attorno al palazzo e al piccolo borgo medievale, con grandi palazzi dei proprietari terrieri, che ostentavano tutta la loro ricchezza e una parte rurale verso le campagne sulla “via catumerea” che portava dal centro di Martano alla Traiana-calabra, importante arteria che da Brindisi portava ad Otranto.