Popolazione: 5417 ab
Superficie: 29 kmq
Densità: 180 ab/Kmq
Accessibilità: Il centro dista km 20 dal capoluogo salentino Lecce, e si può raggiungere da SS.16 Adriatica.
Indirizzo comune di Soleto, Lecce: Piazza Municipio
Tel.: 0836 – 667014
Già abitato dai Messapi nel IV secolo a.C., come testimoniano ritrovamenti archeologici, Soleto fu un centro di rilevante importanza soprattutto tra il Trecento e il Quattrocento.
Dopo che per tutto il Medioevo era stato interessato, come gli altri centri appartenenti alla Grecìa salentina, dalle migrazioni balcaniche che, dal V secolo, introdussero stile e cultura bizantini, imponendo anche l’uso della lingua greca.
Il ritrovamento di alcuni manufatti insieme ad un deposito di asce in bronzo, che anticamente venivano usate per funzioni religiose, documenta la presenza di Soleto già nel neolitico.
Nel 2003, nel corso di scavi archeologici è stata ritrovata all’interno di un grande edificio messapico, un frammento ceramico proveniente da un vaso di origine messapica, dove è incisa una “Mappa” del territorio messapico con la posizione delle più importanti città, datata al VI-V secolo a.C. è attualmente conservata al Museo Archeologico Nazionale di Taranto (MarTa).
Un òstrakon (frammento ceramico) di appena cm 6 per 3, ci testimonia che già 500 anni prima di Cristo, i messapi riuscivano a raffigurare il territorio e oggi è la più straordinaria e antica testimonianza sulle relazioni esistenti all’epoca tra i greci e le popolazioni locali di calabri e sallentini. Soleto sulla “Mappa” è rappresentata dalle lettere ΣΟΛ (Sol) e messa in risalto come un ragguardevole nodo viario, che poneva in comunicazione i più importanti centri messapici.
La città con la conquista romana del Salento, come molte altre località messapiche, fu riadattata secondo le esigenze dell’Impero.
Ma anche di quest’epoca rimangono visibili deboli tracce di centuriazione nell’ambiente rurale ed i resti di una “villa rustica” romana del 150 a.C. venuti alla luce nel fondo Paparusso in una campagna di scavo nel 2011.
Per tutto il Medioevo, come gli altri centri appartenenti alla Grecìa salentina, Soleto è stato interessato dalle migrazioni bizantine, che dal V secolo, introdussero stile di vita, cultura e l’uso della lingua greca.
Il periodo di maggiore splendore di Soleto fu tra il XIV e il XV sec., con la signoria di Raimondello Orsini-Del Balzo e di suo figlio Giovanni Antonio, principe di Taranto.
In quegli anni Soleto raggiunse l’apice della ricchezza e del prestigio diventando il capoluogo di una vasta contea.
Alla morte di Raimondello, Soleto sarà governata dalla vedova Maria d’Enghien, che dopo una breve parentesi come Regina di Napoli, rafforzò la propria posizione su Soleto ingrandendo la signoria.
La contea di Soleto finirà per logorarsi con la grande signoria orsiniana chiusa nel 1463, dopo di che il fulcro dell’area diventerà la ducale Galatina.
Soleto da sempre avvolto da nebbie del mistero, è stato considerato il luogo della magia, legato ai riti delle macàre (streghe), al malocchio, al concetto di fortuna, ai codici magico-religiosi.
Noto anche per la presunta capacità dei suoi abitanti, di saper scacciare il malocchio, gode di questa fama per la figura del suo più noto cittadino Matteo Tafuri, scienziato, alchimista, letterato, medico, poeta, astronomo, matematico e astrologo.
Un personaggio avvolto nella leggenda, per via della sua vita intensa e movimentata, vissuto nel XV sec. era da tutti considerato uno stregone, ancora oggi viene visitata la sua casa nel centro storico.
Centro storico che con le sue maschere apotropaiche poste sulle case per allontanare le negatività, racchiude nel suo nucleo numerosi palazzi gentilizi costruiti nel corso del Cinquecento.
Con questi, la chiesa della Madonna delle Grazie, annessa al convento dei Frati Minori degli inizi del seicento e la chiesa di San Nicola con annesso Monastero delle Clarisse della seconda metà dello stesso secolo.
Tra i monumenti di maggior rilevanza, abbiamo la Guglia di Soleto è un’imponente torre campanaria tardo-gotica, annessa alla chiesa parrocchiale del XVIII sec., che sostituisce la vecchia chiesa medievale danneggiata dal terremoto.
La guglia, ha una datazione incerta, alcuni scritti settecenteschi, menzionano un’epigrafe, attualmente smarrita, posta forse sul parapetto terminale con la dicitura “Magister Franciscus Colaci / Suburbien MCCCXCVII”. Gli ultimi studi, sulla base di comparazioni stilistiche e ricerche documentarie, spostano la costruzione della Guglia al XV secolo, sotto la committenza del figlio di Raimondello, il principe Giannantonio Del Balzo Orsini.
La credenza popolare, invece attribuisce la costruzione della bellissima Guglia all’alchimista Matteo Tafuri, il quale sfruttando maestranze magico-demoniache, che agivano sotto il suo comando in una notte regalò a Soleto il suo monumento più bello, oggi monumento nazionale.
Un vero gioiello architettonico, che racchiude in sé la maestosità e il mistero spirituale dell’arte greco-bizantina del XIV sec., è la Chiesa di Santo Stefano, originariamente era dedicata a Santa Sofia, edificata nel 1347, probabilmente per volontà di Raimondello Orsini Del Balzo e sua moglie Maria d’Enghien. Si erge come testimone dell’importante crocevia culturale italo-greco che caratterizzò la zona fino al XVI secolo. Il suo interno è impreziosito da cicli di affreschi che decorano le pareti e narrano, attraverso colori vividi e figure espressive, storie di fede e di devozione. Ha un prospetto adornato da un portale in stile tardi romanico, coronato da un rosone e da un elegante campanile.
Non di minore importanza porta San Vito, l’ultima delle quattro porte d’entrata nel centro storico ed unico tratto residuo delle mura medioevali. L’arco che la compone è sovrastato da una statuetta settecentesca della Madonna. Stupenda la Chiesa delle Anime del Purgatorio costruita con molta probabilità su una struttura medievale. Notevole il suo portale barocco con teschi e figure di anime sofferenti, è un’opera del Seicento.
Fonte Antonio D’Ostuni, divulgatore di tradizioni popolari.