Popolazione: 29296
Superficie: 816 Kmq
Densità: 353
Accessibilità: Il centro urbano di Galatina dista da Lecce, il capoluogo salentino circa 20 Km;
si può raggiungere da SS.476.
Indirizzo comune di Galatina, Lecce: Via Umberto I
Telefono: 0836 – 633111
Galatina è posta a metà strada tra il Mar Ionio e il Mar Adriatico, 20 km a sud da Lecce, è uno dei centri più popolosi dell’area meridionale della Puglia.
Le frazioni del comune di Galatina sono:
Galatina è un importante centro di produzione vinicola dalle antiche origini, risalente al periodo feudale.
In passato la città è appartenuta alle famiglie:
La città di Galatina in passato, fra Rinascimento e Barocco, godette di un felice momento artistico, rappresentato nel centro storico dalle numerose chiese e palazzi, come
Il Centro storico di Galatina, come del resto moltissimi altri della Puglia, può essere definito un “Museo all’aperto”, per la presenza di numerose testimonianze artistiche.
Nel centro della cittadina si può ammirare la barocca Chiesa Matrice dedicata a San Pietro e San Paolo costruita ex novo nel 1633, sull’area di un precedente edificio sacro in cui si officiò in rito greco sino ai tempi del papa Sisto IV (1471-1484).
La Chiesa di S. Caterina di rito latino, contrapposto al rito greco esistente in loco, ed affrescata da maestranze di scuola veneta e toscana, è oggi Monumento Nazionale.
È uno dei pochi esempi di architettura gotica del Salento.
Ha cinque navate e la facciata è tricuspidale, in stile romanico pugliese, con un ampio rosone in pietra e portali finemente scolpiti.
L’interno maestoso nelle proporzioni è tutto una pinacoteca.
Pareti, pilastri, archivolti, volte ed affreschi dappertutto.
Per la vastità dei cicli pittorici di tali affreschi, la Basilica galatinese è seconda solo alla Basilica di San Francesco d’Assisi.
La splendida chiesa è stata dichiarata Basilica Minore Pontificia dal 1992.
Altro elemento distintivo della città, a pochi passi dalla villa, è la piccola chiesa di San Paolo.
Secondo la tradizione che si può rilevare anche nell’ itinerario sul tarantismo, dal pozzo interno alla chiesa, attualmente murato per motivi igienici, sgorgava dell’acqua che aveva il potere di guarire quanti venivano morsi da aracnidi come le tarantole (in dialetto, tarante).
Secondo la tradizione le tarantate effettuavano un esorcismo musicale a casa; successivamente, tra i ritmi incalzanti delle musiche locali, si recavano presso la cappella per invocare il Santo o ringraziarlo per la grazia ricevuta.
Solo dopo aver bevuto l’acqua miracolosa, ed aver vomitato nel pozzo, la grazia si poteva considerare ottenuta e ogni anno, il 28 giugno, tornavano per “rinnovare” la grazia.
Da qui l’annuale ricorrenza delle tarantate, che è viva ancora oggi.
dal 19/06/2026
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